Nella maggioranza dei pazienti (95%) le cause dell’ipertensione sono sconosciute. Questa condizione è definita dai medici ipertensione essenziale. Può derivare da molti fattori, alcuni dei quali sono:

  • genetici
  • dietetici (soprattutto l’aumento di peso, ma anche il consumo di troppo sale, grassi e alcool)
  • attività fisica ridotta
  • fumo
  • squilibri ormonali

E’ accertato che uno di questi fattori, o una loro combinazione, possono determinare il restringimento delle arterie, aumentare il volume di sangue in circolo e/o il battito cardiaco: questi tre effetti contribuiscono ad aumentare la pressione arteriosa (ipertensione).

Nei pazienti per i quali è possibile verificare le cause dell’ipertensione, si parla di ipertensione secondaria. In questi casi è necessario intervenire sul problema principale, ossia sulla malattia che sviluppa l’ipertensione come effetto “secondario”. L’ipertensione secondaria può essere causata da varie malattie, principalmente a carico dei reni e del sistema endocrino (variazioni e squilibri ormonali).

I Sintomi

Nelle forme lievi e moderate non vi sono sintomi specifici. Raramente si presenta una sintomatologia non specifica, come una modesta cefalea. Quando ci sono le complicanze, i sintomi diventano specifici. Se si verifica un aumento improvviso della pressione allora si avvertono cefalea, palpitazione, sudorazione fredda, un’intensa vasocostrizione. E’ ormai assodato che i pazienti con pressione arteriosa minore presentavano un indice di benessere generale maggiore rispetto agli ipertesi. Se si abbassano molto drasticamente e bruscamente i valori della pressione arteriosa si possono presentare effetti collaterali, come annebbiamento della vista, ronzii auricolari, sensazione di mancamento, persino svenimento.

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